Tum tum… tum tum…

Written by Don Luciano on . Posted in La Traccia

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Il Pascoli descrive con tanto effetto la morte di una suora. Non c’è nulla di tragico né di lugubre, ma è semplicemente questa suorina che sente bussare dolcemente alla sua cella. Pensa che la chiamino ai doveri, ma quelli sono tutti compiuti. «Tum tum… tum tum… Aveva bussato il Santo. Era venuto il tempo di lasciare il suo cantuccio in questa val di pianto». Il Santo che lei pregava ogni sera, passa di là di nuovo e le dice: «È l’ora». È bella la morte quando non si lascia nulla d’in­compiuto. Invece per l’uomo moderno è facile pun­tare solo sulla vita e farne qualcosa di assoluto. Ec­colo puntare sui settant’anni, oppure sugli ottanta: una fantasticheria di sogni strampalati. Poi, quando viene la morte, spalanca gli occhi per vedere final­mente la verità, ma in quel momento stesso si affret­ta a chiuderli perché non diventi freddo prima. La gente immersa nei piaceri e nel rumore stenta a pensare a un altro mondo. Quando non si pensa a nient’altro che a possedere, anche le piccole cose della terra legano in modo invincibile. Se tu riesci a preparare la morte allora non senti più il vuoto, ma qualcosa di tuo che ti sostiene.

Don Giovanni Antonioli

 

Non voler essere grande

Written by Don Luciano on . Posted in La Traccia

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Sii piccolo, molto piccolo. Non avere più di due an­ni, tre al massimo. Perché i bambini più grandicelli sono dei bricconi che cercano già d’ingannare i loro genitori con inverosimili bugie. Hanno la malizia, il fornite del peccato, ma non han­no quell’esperienza del male che permetterà loro di ac­quistare l’«arte» di peccare, di coprire con parvenza di verità la falsità dei loro inganni. Hanno perduto la semplicità, e la semplicità è indi­spensabile per essere piccoli davanti a Dio. Bambino mio, perché ti ostini a camminare sui trampoli? Non voler essere grande. Bambino, sempre bam­bino, anche se stessi per morire di vecchiaia. Che un bambino incespichi e cada, non sembra strano a nes­suno: suo padre si affretta a rialzarlo da terra. Quando colui che inciampa e cade è grande, il pri­mo moto è di riso. A volte, passato quel primo im­pulso, il ridicolo cede alla pietà. Ma i grandi devono alzarsi da soli. La tua triste esperienza quotidiana è piena di in­ciampi e di cadute. Che sarebbe di te se non fossi sem­pre più bambino? Non voler essere grande. Resta bambino; e, quando inciampi, ti risollevi la mano di Dio tuo Padre.

Josemar a Escrivó de Balaguer